Emiparesi

Emiparesi

Letteralmente è la paralisi di un emilato del corpo; più tecnicamente è la vittoria dei muscoli agonisti sugli antagonisti di un emilato del corpo! Solitamente gli agonisti sono i muscoli flessori, che vincono sugli estensori; solitamente vige un equilibrio tra i suddetti gruppi muscolari, ma, grazie a quadri ischemici in specifiche zone del cervello, quell ‘equilibrio salta e da vita a nuovi schemi di postura, deambulazione, attività di base.

L’emiparesi è la perdita parziale dell’attività motoria volontaria di una metà del corpo; l’emiparesi riconosce le stesse cause dell’emiplegia, di cui spesso rappresenta l’evoluzione.

A differenza della paralisi totale, in cui si ha una perdita completa non irreversibile dell’attività motoria di un emilato, l’emiparesi NON provoca la perdita completa della funzione motoria.

L’emiparesi può essere causata da un’emorragia cerebrale estesa, che può insorgere in seguito a ictus o trauma cranico. In altri casi, è conseguenza di disfunzioni neurologiche dovute alla presenza di masse tumorali nel cervello (per esempio il meningioma) o di lesioni della via piramidale (tratto nervoso che va dalla corteccia cerebrale al midollo spinale).

Possono causare emiparesi anche l’ipoglicemia, l’attacco ischemico transitorio, la trombosi del seno venoso cerebrale e l’encefalomielite acuta disseminata. Inoltre, rappresenta una complicanza neurologica nelle sindromi di Behçet!

L’emiparesi può essere del lato sinistro o del lato destro e in ogni caso l’emisfero del cervello colpito è sempre quello controlaterale al lato della paralisi: questo ci è utile perchè i due emisferi del cervello controllano funzioni differenti del nostro intero corpo e di conseguenza ci sarà molta differenza tra un paziente emiparetico destro e uno sinistro (il destro solitamente è più grave).

Come sappiamo in linea generale una lesione cerebrale comporta una alterazione dei processi cognitivi che partecipano al movimento. Mentre nello specifico possiamo individuare nei casi di emiparesi sinistra le seguenti alterazioni specifiche che potrebbero presentarsi in misura variabile che partecipano al deficit motorio e alla comparsa di spasticità:

  • Disturbi dell’attenzione
  • Disturbi della Percezione
  • Difficoltà di apprendimento
  • Alterata programmazione del movimento
  • Alterazione della linea mediana
  • Disturbi del comportamento
  • Alterata consapevolezza

Appare chiaro che tali alterazioni devono essere considerate nella fisioterapia dopo ictus, attraverso un approccio riabilitativo che sia in grado di migliorarle per poter incidere su quello che è il risultato finale del recupero del movimento del paziente con emiparesi sinistra.
Una riabilitazione rivolta al solo rinforzo muscolare o alla stimolazioni dei riflessi non può che essere parziale di fronte alla reale necessità del paziente che in seguito ad ictus abbia sviluppato una emiparesi sinistra.
Per questo la scelta riabilitativa ad oggi più indicata è la riabilitazione neurocognitiva, in grado di coinvolgere i processi cognitivi che partecipano al movimento, attraverso esercizi costruiti sul singolo paziente e sulle sue specifiche caratteristiche!

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